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Lasciatemi respirare: Mia sorella…
Giuseppe e Serena sono due fratelli rispettivamente di 19 e 23 anni.
Il primo frequenta il 4° anno di ragioneria, la seconda ha un negozio di merceria ed è anche iscritta all’università; c’è anche un altro fratello di 20 anni, che ha intrapreso la carriera militare. Giuseppe ci chiama lamentandosi del fatto che Serena lo comanda come se fosse sua madre e anche qualcosa di più, la sorella invece ce l’ha con lui perché lo ritiene un immaturo privo di responsabilità.
Torniamo indietro di una decina d’anni, quando Giuseppe ‘sente’ la vocazione di farsi prete e i genitori lo accontentano, non volendo un giorno doversi pentire di non aver assecondato il suo desiderio; quindi lui frequenta le scuole medie in seminario fino a quando un avvenimento tragico, la morte del padre in un incidente stradale, pone fine alla sua esperienza ‘mistica’ e lo fa tornare in famiglia.
A quel punto Serena, che all’epoca aveva 15 anni, col suo carattere forte e deciso prende in mano le redini della famiglia, visto che la madre Stellina è una persona debole, sofferente di crisi d’ansia e di pressione alta, che dopo la morte del marito ha accentuato ancora di più i propri malesseri cadendo in una sorta di torpore e lasciando mano libera a Serena nella cura dei fratelli più piccoli.
Purtroppo Giuseppe non si dimostra all’altezza della situazione, non ha certo il carattere della sorella e perdipiù a scuola è praticamente una frana. Viene bocciato per due volte consecutivamente e poi mandato in una a scuola privata dove peraltro non brilla, accentuando così le ire della sorella che deve sottrarre 300.000 lire al mese al budget familiare per i mediocri risultati di Giuseppe.
’Lei mi tratta come un bambino’ dice Giuseppe ’chiedendomi in continuazione di cambiare, la situazione è tale che ho deciso di non fare il rinvio militare, così entro l’estate verrò chiamato e magari questa lontananza gioverà un po’ a tutti.’
Serena ci và giù pesante: ’E’ un immaturo, viziato e soprattutto incosciente; a scuola scalda la sedia, ora poi ha deciso di partire militare e di lasciare gli studi, con tutti i soldi che abbiamo speso…, è inconcludente in tutto quello che fa, ad esempio sono tre volte che rifà l’esame di teoria per la patente, quello che faccio è solo per il suo bene, forse l’esperienza in seminario l’ha danneggiato, frustrando e reprimendo in qualche modo la sua adolescenza , poi la morte di papà…’
Certo a vederli viene spontaneo chiedersi come possano essere diversi due fratelli, lei forte, decisa, di grande vivacità dialettica, lui un diciannovenne bambino dallo sguardo sognante e poco sveglio a dir la verità, ma in cui comunque si può leggere una sofferenza esistenziale, una difficoltà a stare in questo mondo dove chi si ferma è perduto…certo un ragazzo così, in caserma rischia di peggiorare la sua situazione anche se un vecchio e discutibile luogo comune recitava che ‘in caserma si diventa uomini.’ Speriamo che nel suo caso funzioni e che tutto vada per il verso giusto, anche perché sarebbe brutto cadere dalla padella nella brace, dalla sorella al …nonno.
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